Dalla costituzione italiana…

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

I punti sopra, sono la parte iniziale della nostra costituzione, che, dopo la seconda guerra mondiale, venne portata il 23 dicembre 1947 all’assemblea dove ricevette moltissimi voti e successivamente, fu firmata dal capo provvisorio dello Stato il 27 dicembre del 1947.

Il 1 gennaio del 1948 entrò in vigore, e di pari passo accompagnò la ricostruzione, di ciò che ne era rimasto della nostra nazione.

Come sopra scritto al punto uno ” La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”, la sovranità, proprio questa parola, che in questi anni ha diviso le opinioni di molte persone, usata a volte come spauracchio, come “una bestia” da combattere in qualunque modo.

Ma se fosse cosi una brutta bestia, credete che dopo una guerra dove rimasero solo briciole, i nostri nonni l’avrebbero messa nero su bianco nei principi fondamentali della costituzione?

Ogni nazione ha il diritto di esercitare la propria sovranità, senza però calpestare quella delle altre.

Qui arriva il punto, arriviamo ai giorni nostri, siamo in un momento molto particolare, un momento che tutti noi comuni mortali ci rendiamo conto che la classe politica da destra a sinistra, in realtà sono due facce della stessa medaglia, in quanto le promesse ci sono solo in fase di preparazione alle elezioni, ma poi non vengono messe in pratica.

Un momento dove tutte le forze politiche litigano tra loro, tralasciando il fatto che se sono li, con il proprio voto, il “popolino” ha fatto in modo che li ci fossero loro e non altri, e che probabilmente si sono dimenticati che lo stipendio lo prendono proprio perché il “popolino” con i soldini che guadagna, non andando a spasso, ma impegnandosi tutti i giorni a lavorare per se stesso e per la comunità.

SI il “popolino”, proprio lui che quando va al voto esercita in modo sovrano, la scelta di chi dovrebbe rappresentare la nazione e assicurare una vita dignitosa a noi tutti.

E invece, giocano a chi è più bello, bravo e forte, si dimenticano il perché sono li, e per quale motivo ogni mese, loro prendono lo stipendio anche se chi glielo paga, fa i salti mortali per districarsi da scelte senza senso, divieti, più o meno colorati.

Tralasciano da qualche anno, che loro sono stati eletti da tutti noi, che sia direttamente o indirettamente, dal popolo italiano, non dal popolo di altri stati……, si dal popolo italiano, e ognuno di loro, dovrebbe ricordarselo, e quando uno Stato membro di questo “sogno” chiamato Europa punta i piedi perché non rientra nei “suoi interessi”, i politici italiani, dovrebbero ricordargli, che loro sono rappresentanti di noi tutti italiani, e sono li per collaborare si, per una crescita comune,ma le scelte devono soprattutto coincidere con le necessita del popolo italiano, non calpestando e negando a quel circo che da anni governa tramite azioni finanziarie, molte decisioni dei nostri governi.

Quando capiremo che se non imbocchiamo la strada di una nostra moneta nazionale, di una moneta che ci permette di essere padroni delle nostre decisioni in patria, e quindi di gestire indipendentemente la nostra economia senza essere minacciati da chi ha creato la realtà di adesso, con un sistema di moneta a debito, non saremo più obbligati a chinare il capo e sottostare a decisioni che non hanno a che fare con i bisogni di tutti noi, ma solamente a ingrassare ancor di più le casse di questi sciacalli della finanza.

Davanti a noi, avremo due anni per fare una scelta, quando alle prossime elezioni, ci sarà data la possibilità nuove realtà di eleggere persone che faranno i nostri interessi, non quelle che agevolano guadagni delle lobby finanziarie, e quindi riprenderci la nostra sovranità nazionale e monetaria, oppure rimanere in questo pentolone e dipendere da chi come si sveglia decide se è giorno o notte, fregandosene di milioni di persone, e pensando solo ai loro interessi e dei suoi amici,

Saremo tutti noi chiamati a essere SOVRANISTI o…….. DIPENDENTI!

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