Le guerre si combattono in molteplici modi. Quella del futuro prossimo è basata sulla tecnologia digitale e chi riuscirà ad utilizzarla in modo più strategico a suo favore.

Non stiamo parlando propriamente di stati, ma entità sovranazionali che in gran parte hanno preso ormai anche il controllo degli stati stessi, spesso con metodi poco ortodossi.

Il concetto di libertà e privato andrà sempre più riducendosi. Saremo noi stessi come già stiamo facendo, ad accogliere le nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni illudendoci di migliorarla.

Un conto è pensare nel dubbio di essere spiati attraverso un cellulare. Bel altra cosa è dare l’autorizzazione a farlo attraverso l’utilizzo di applicazioni.

Abbiamo iniziato con la geo-localizzazione del navigatore satellitare. Con l’applicazione che ti fa scoprire cosa c’è intorno a te o cosa stai precisamente cercando, un bar un ristorante, un negozio in cui acquisterai qualcosa pagando con la carta di credito, perché è più comodo.

Poi attraverso google siamo passati ad essere dei critici e dare giudizi sui posti visitati, e incredibilmente l’applicazione ti ricorda anche i tuoi spostamenti dell’ultima settimana.

Abbiamo fornito le nostre impronte digitali con il touch per sbloccare lo smartphone, ed ora lo facciamo con il riconoscimento facciale.

Serve altro per sapere chi sei, dove vai, cosa fai, cosa hai acquistato e dove?

Poi quando stiamo comodamente a casa al computer, visitando siti, facendo acquisti, passando il tempo sui social l’algoritmo entra in azione con la sua collaborazione; e quindi in base a tutti i dati che fino ad un istante fa ha raccolto su di te, ti suggerisce cosa acquistare, cosa guardare sui social, cosa leggere in base ovviamente ai tuoi interessi, cosa mangiare, scartando così tutto ciò che non è affine alle sue ricerche e i dati intrecciati su di te. Bello no essere trattati tutti come imbecilli?

Chiaramente parte di queste cose possono essere superate con un comportamento idoneo e la disattivazione o il non utilizzo di alcune applicazioni o tecnologie..

La nuova frontiera è il lavoro da casa. Tutti contenti, sveglia più comoda, niente auto, meno inquinamento! Si stiamo andando verso un era più verde. Attenzione perché il cavallo di Troia era bellissimo, piaceva a tutti e tutti pensavano che la situazione attraverso quel dono migliorasse.

E cosa succederà se all’improvviso l’azienda decidesse di incaricare qualcuno di un paese dell’Africa che faccia il tuo lavoro ad un terzo del tuo stipendio?

Le tecnologie sono sicuramente utili ma che tutele ci sono dietro?

Già ora la democrazia non viene rispettata nelle varie piattaforme. Se tu esprimi un concetto diverso dal pensiero di chi le gestisce sei oscurato.

E chi le gestisce sono principalmente colossi più potenti di uno stato, che dettano fin d’ora condizioni. Domani cosa succederà?

Bisogna quanto prima regolamentare l’uso delle tecnologie ma sopratutto la loro amministrazione.

La società ha bisogno principalmente di scambi umani e non di tecnologie che isolino l’individuo sempre di più dal tessuto sociale. Il lavoro non è solo produzione, ma scambi di idee, di emozioni, è crescita personale attraverso i rapporti con il prossimo.

Le tecnologie vanno utilizzate per fini umani e non per farci diventare dipendenti di un’applicazione che veicola le nostre scelte attraverso un algoritmo.

Lavoreremo anche su questo…

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