Sono passati diversi anni dal quell’ormai lontano 23 giugno 2016, che decretò L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, nota più comunemente come Brexit e mi aiutò a maturare l’idea, nata ad Agosto dello stesso anno, di fondare un Partito per fare la stessa cosa con l’Italia.

E ricordo perfettamente tutte le persone che all’epoca iniziarono a lanciare anatemi di ogni tipo: “Speriamo non sia Vero”… “Vedrete che fine Faranno”… “Moriranno tutti” e via di questo passo.

Come Tutti ricorderete al Referendum indetto (ironia della sorte) per “rafforzare” la linea politica del “Remain” vinse un po’ a sorpresa il “Leave” con il 52% degli elettori britannici ed in conseguenza di quel risultato (non certo un plebiscito devo dire ma sufficiente a prendere una decisione) Il governo britannico ha formalmente annunciato il ritiro del paese a marzo 2017, avviando i negoziati di recesso.

Ora ammetto che il titolo dell’articolo contiene una prima parte vera e già avvenuta, ed una seconda solo sperata (per il momento) ma non per noi. In primo luogo per gli “amici” Polacchi perché sono convinto che se lo faranno ne avranno solo da guadagnare e poi anche per noi. Ma andiamo con ordine:

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OHN THYS / AFP / POOL – Il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki

FONTE AGI – In caso di “conflitto insanabile” tra il diritto dell’Unione Europea e la Costituzione polacca, “sono possibili le seguenti conseguenze:

  • Modifica della Costituzione,
  • Modifica della legge europea
  • Uscita dall’Unione Europea”.

È quanto ha stabilito il Tribunale Costituzionale polacco nella sentenza con la quale È quanto ha stabilito il Tribunale Costituzionale polacco nella sentenza con la quale ha dichiarato incostituzionale parte del trattato di adesione della Polonia all’Unione Europea.

Secondo tale sentenza “gli organismi dell’Unione Europea operano fuori dai limiti delle competenze concesse dalla Repubblica di Polonia e pertanto determinate disposizioni del trattato di adesione sono incostituzionali”.

Il Tribunale Costituzionale, con il sì di tre dei cinque giudici del collegio, conclude così l’esame del ricorso presentato dal primo ministro polacco in merito agli “ampi e ragionevoli dubbi” sulla prevalenza del diritto comunitario sulla Costituzione polacca.

L’organo ha inoltre stabilito che “il tentativo di interferire nell’ordinamento giudiziario polacco da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea viola i principi dello Stato di diritto, il principio di supremazia della Costituzione e il principio di conservazione della sovranità nel processo di integrazione europea“.

Al centro del conflitto tra la Polonia e l’Ue c’è l’istituzione, avvenuta quattro anni fa, di una sezione disciplinare presso la Corte Suprema con il potere di sanzionare, destituire o trasferire contro la sua volontà qualsiasi giudice del Paese.

Ma siamo sicuri che la stessa cosa non valga anche per noi?

Lasciando da parte per un attimo le considerazioni (pure importanti) di tipo economico che hanno motivato la nascita di Sovranità Italiana come partito e concentrandoci un attimo su quelle di tipo Politico, non è forse vero che la nostra costituzione all’Articolo primo recita:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Quindi?!

Questa Sovranità del Popolo dove va a finire se il nostro Parlamento è prevaricato da quello della UE eletto (praticamente) da nessuno?

Questa Sovranità del Popolo dove va a finire se la nostra corte di giustizia è subordinata a quella UE ?

Questa Sovranità del Popolo dove va a finire se la nostra Moneta non ci appartiene?

Riprendiamoci quello che ci spetta per diritto costituzionale.

Davide Carlo Serra

Di Davide Serra

Presidente di Sovranità Italiana

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