All’Ill.mo Presidente della repubblica Mattarella dott. Sergio da un cittadino comune.

Egr. Presidente non la vedo molto spesso a dire il vero, forse perché non ho la costanza di seguirla in tutti i suoi discorsi ma ho avuto occasione oggi di vederla pochi istanti in uno scorcio di telegiornale dove afferma di lasciare il suo incarico con la consapevolezza di lasciare “un paese unito che ha saputo ripartire”.

Sinceramente questa affermazione mi coglie di sorpresa. Ho un grandissimo rispetto per la Sua persona come per la figura istituzionale che Lei ora rappresenta per cui non capisco.

Escludendo nella maniera più categorica ed assoluta che Lei possa dire bugie (sarebbe impensabile data la Carica Istituzionale che ancora riveste) l’unica cosa che posso pensare (ritenendola in assoluta buona fede) che non sia abbastanza vicino al Suo Popolo da accorgersi che se da un lato non siamo in “ripresa” ma in un “falso ed affannoso recupero” che potrebbe oltretutto arrestarsi ben presto causa ennesimo lock down imposto più dalla nostra Sanità distrutta che dal Virus che ci tormenta, dall’altro punto di vista che Lei cita siamo tutt’altro che “uniti”.

Io che sono un semplice cittadino (ma forse perché vivo in mezzo ai cittadini queste cose le conosco bene) scrivo molto spesso di come l’Italia mi appaia estremamente divisa in fazioni che si incolpano di ogni cosa, anche grazie alla politica che, mi perdoni, non fa proprio suo dovere,

Per questo la Sua affermazione mi ha sorpreso: in cosa saremmo uniti se mi posso permettere? Io oggi vedo gli italiani divisi su tutto ma (badi bene) non do certo la colpa a loro ma ad un sistema che non dice loro la verità soprattutto sulla situazione economica e finanziaria del Paese, diretto come un treno verso ad un burrone cadendo nel quale ci faremo tutti molto male.

Mi permetto di porre alla Sua attenzione un grafico Sig. Presidente che Lei sicuramente conoscerà:

E’ la curva del debito pubblico Italiano Sig. Presidente e non ho dubbi che Lei la conosca molto bene; è sempre cresciuta a fronte di un paradigma monetario che posso definire a buona ragione truffaldino che impedisce alle Nazioni (non solo all’Italia) di pagare il debito usando una Moneta presa in prestito e questo è dimostrabile da un punto di vista matematico (non politico).

Allora mi perdoni ancora se mi permetto ma posso chiederle dove Lei vede la “ripresa”?

Io mi auguro solo che delle due ipotesi possibili sia vera la seconda e cioè che lei sia (mi perdoni la schiettezza) un ingenuo in buona fede perché a pensare di avere un Presidente della Repubblica moralmente disonesto sinceramente non ci riesco proprio.

Buon Natale presidente.
Sono sicuro che per Lei lo sarà.

E Buon Natale anche a Te Francesco, che più di tutti dovresti difendere le tradizioni cristiane ed i cristiani nel mondo.
(magari anche Tu sei in buona fede e credi di farlo)

Per il resto degli italiani beh: siamo uniti ed in ripresa per cui sicuramente lo sarà anche per noi.

Davide Carlo Serra

Di Davide Serra

Presidente di Sovranità Italiana

2 pensiero su “Presidente Le scrivo…”
  1. Una bella lettera di commiato dal ruolo di Presidente della Repubblica.
    Sarebbe stato utile citare anche l’assenza vergognosa nella gestione della Magistratura e della Costituzione Italiana, oggi allo sbando.
    L’atteggiamento del “silenzio assenso”, lo rende complice di tutto quanto si è verificato all’interno della Magistratura politicizzata e corrotta. Oggi la Giustizia si “paga” come si pagano le visite specialistiche. Quindi se disponi di mezzi vieni addirittura assolto pur avendo commesso il fatto, con gli stessi puoi curare la salute da luminari della medicina.
    Comunque complimenti per la lettera che purtroppo, se verrà letta, non scalfirà neppure l’orgoglio e la dignità personali questo prossimo ex presidente.

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