Anche fra chi (da sempre) è al servizio della Finanza Internazionale, quella (per intenderci) che stampa moneta dal nulla e la presta agli Stati oltre che nemico giurato di Sovranità Italiana comincia a serpeggiare la paura che l’Euro non possa durare e che proprio il debito pubblico Italiano sarà la causa della Sua rovina.

In un recente articolo su Bloomberg Richard Cookson (Capo del settore ricerca e gestione dei fondi presso Rubicon Fund Management) sostiene che il 2022 sarà l’anno in cui l’Euro si consolida oppure si “rompe”.

Tradotto in Italiano comincia così:

Nel bene o nel male, il futuro dell'euro sarà probabilmente deciso quest'anno. Nel tentativo di generare inflazione, le banche centrali hanno ridotto a zero o meno i tassi di interesse a breve termine negli ultimi 20 anni circa e hanno ampliato i loro bilanci a livelli prima inimmaginabili. La Banca centrale europea è stata particolarmente aggressiva. I tassi sui depositi in euro sono meno 0,5% e il bilancio della BCE è carico di 8,5 trilioni di euro (9,66 trilioni di dollari) di attività, quattro volte di più rispetto all'inizio del 2015.

Quindi l'ipotesi è che il difetto strutturale dell’eurozona, che pretende di avere un’unica politica monetaria per aree così diverse tra loro, ne provocherò l’implosione?

Bene… Se (da un lato) si comincia ad essere costretti ad ammettere che l’unione monetaria ha un difetto congenito e strutturale (ma dai? e come se ne sono accorti?) dall’altro (come dice Cookson) le Banche Centrali normalmente abbassano i tassi per aumentare l’inflazione perché questo causa (di riflesso) un aumento della richiesta di denaro che fa aumentare la massa circolante (e questo è vero) ma si dimentica di dire che nonostante il tassi così bassi l’inflazione non si è alzata negli ultimi 20 anni ma (al contrario) è scesa fino a limiti tali da rendere insostenibile il sistema creditizio, almeno nella accezione classica del termine. Se la Banca Centrale porta il TUS (Tasso Ufficiale di Sconto) allo 0% (zero per cento) e le banche nazionali erogano mutui a tassi bassissimi (un Mutuo prima casa veniva offerto fino a poco fa a tassi vicini ad 1%) il sistema creditizio (che dovrebbe vivere su quello) non si sostiene, e questo spiega largamente perché i miliardi di Euro del Quantitive Easing messi in circolo da Draghi in varie forme (compreso l’acquisto diretto di titoli di stato) non abbiano contribuito all’innalzamento dell’inflazione: per la semplice ragione che in circolo non sono mai arrivati e si son fermati nei bilanci delle Banche che hanno preferito usarli per acquistare titoli (di Stato o di altri fondi) piuttosto che fare il loro lavoro primario che sarebbe quello di finanziare le Imprese.

Non è possibile che nessuno abbia notato quanto difficile è diventato ottenere credito da una Banca, sia questo per acquistare una casa o finanziare una impresa: quante garanzie vengono chieste? Ed i pochi che ottengono finanziamenti probabilmente li ottengono perché non hanno bisogno di denaro e preferiscono ottenerlo a tassi bassissimi per mantenere il proprio investito in tutt’altro che la propria azienda.

La finanza creativa che genera denaro dal nulla è solo una illusione di ricchezza, perché non crea alcun posto di lavoro ed anche le Banche stesse subiscono il problema, trovandosi spesso in esubero di personale per l’aumentata capacità dei sistemi informativi unita alla minore redditività del Credito.

Bene: a questo punto come ha fatto la Finanza ad approfittare della Pandemia? Molto semplice: speculando sui Future delle Materie Prime ne ha fatto alzare il prezzo, generando artificialmente quella inflazione che stentava a salire, potendo di fatto prepararsi ad una nuova speculazione sul debito da porre in atto quando i Tassi di interesse saranno inevitabilmente alzati dalla BCE con la scusa di “controllare l’inflazione”. In questo modo da una parte il potere d’acquisto dei risparmi diminuisce, dall’altra lo Stato interviene con “aiuti” (mi viene da piangere) che altro non sono che ulteriore debito pubblico che pagheremo il giorno in cui arriverà la resa dei conti.

E prima o poi il Mondo intero sarà costretto ad ammettere che la Moneta a Debito è un assoluto e totale paradosso matematico che crea debito finto, impagabile (matematicamente) e del tutto insostenibile, ma questo non basterà a rimettere la Finanza al servizio dell’Economia, unica vera ricchezza del paese. Sarà possibile farlo solo quando le persone avranno preso totale consapevolezza su cosa sia il denaro e come deve essere gestito.

Davide Carlo Serra

Di Davide Serra

Presidente di Sovranità Italiana

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