Non credo serva spiegare cosa è lo Spread: questo nome che ci tormenta da quando siamo entrati nella moneta unica si riferisce alla differenza di rendimento fra i BTP Italiani ed i BUND Tedeschi e non mi dilungherò in spiegazioni inutili perché questo concetto è noto a tutti. Quello che forse non è noto a tutti è che non è affatto indispensabile che lo Spread esista. Ma andiamo con ordine.

Banca Centrale Giapponese

L’edificio, dall’architettura un po’ anacronistica devo dire, mostrato in figura è la Bank Of Japan: Ovvero la Banca Centrale Giapponese. Come ho avuto occasione di dire tante volte, il sistema monetario internazionale è praticamente identico per tutte le nazioni moderne legate allo Smithsonian Agreement che fu un accordo raggiunto dai membri del G10 nel 1971 per rimediare al caos monetario seguito alla fine del Sistema di Bretton Woods. Nell’agosto 1971, infatti, il presidente statunitense Richard Nixon approvò la legge che sospendeva l’obbligo per la Federal Reserve di convertire dollari in oro al rapporto fisso di 35 dollari l’oncia, stabilito nel 1944 a Bretton Woods.

Questo sistema prevede che le politiche monetarie dei vari stati siano affidate ad una Banca Centrale (ogni Stato o Confederazione ne ha una) che ha in mano la gestione della Politica Monetaria: il potere cioè di decidere e normare la gestione della quantità di moneta messa in circolo, agendo come principale fattore di controllo sul TUS (Tasso Ufficiale di Sconto) che (per farla semplice) è il Tasso cui la Banca Centrale presta il denaro alle banche che poi lo usano per le loro attività. (in realtà il sistema è molto più complesso di come lo descrivo, ma è mio impegno semplificare questi concetti al massimo per consentirne a tutti la comprensione per cui mi perdonino gli “addetti al mestiere”: la semplificazione è voluta ). Ora ho detto che il sistema funziona così in tutto il mondo ma non è esattamente identico per tutti, ed ho citato proprio la Bank Of Japan perché in Giappone c’è una differenza che sembra minima ma in realtà è importantissima: la Banca Centrale Giapponese è un cosiddetto “Prestatore di Ultima Istanza“. Ma cosa significa?

Palazzo Gaetano Koch sede centrale della Banca d’Italia

Quella che vediamo sopra invece è la sede della Banca d’Italia, che da quando siamo entrati nella moneta Unica è subordinata alle decisioni della BCE, e non è un prestatore di ultima istanza o meglio, non lo è più dal 1981, quando l’allora ministro del Tesoro Andreatta e l’allora governatore della Banca d’Italia Ciampi decisero con una missiva reciproca di interrompere questo stato di “subordinazione” dell’istituto.

Ma cosa significa? Sempre per semplificare al massimo in concetto è molto semplice: quando la Banca Centrale di uno stato è un “prestatore di ultima istanza” ed il Tesoro (di quello Sato) emette i titoli con un rendimento deciso a tavolino con decisioni di opportunità Politica li vende sul mercato e, qualora restino invenduti perché il mercato li considera poco convenienti, la Banca Centrale si assume l’onere di acquistarli e da qui “ultima istanza”: se non li compra nessuno li compra la Banca, impedendo che il tasso sia deciso dai mercati.

Sede dalla Banca Centrale Europea

Ora accade che la Banca Centrale Europea non sia un “prestatore di ultima istanza” e (anzi) non sia prestatore affatto, in quanto acquista titoli delle singole nazioni solo in caso di eventi eccezionali (vedi il QE di Draghi) ma non è affatto obbligata ad acquistarli: semplicemente lo fa se vuole e lascia normalmente che il Mercato faccia il suo corso ed essendo speculativo questo preferisce titoli di alcuni stati a discapito di altri: da questo comportamento innaturale della BCE dipende il fatto che, siccome il mercato considera più “sicuri” i BOND tedeschi dei BTP Italiani, il Tesoro Italiano, quando mette all’asta i propri titoli, è costretto a venderli a rendimenti più alti (indebitandosi di più della Germania) perché altrimenti rischierebbe di averli invenduti, provocano quella differenza denominata Spread che ci terrorizza dal 1981 (prima non poteva esistere) ed è diventato più evidente dal 2000 quando siamo entrati nell’area Euro.

Ma perché ho detto “Comportamento Innaturale“? Molto semplice: perché il TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) prevede che a tutti gli stati debbano essere garantite le stesse opportunità di crescita in una unione che nasce sotto questo preambolo (direttamente tratto):

Preambolo del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea)

Dove i firmatari, dopo aver profuso parole molto importanti (ed eleganti devo dire) per illustrare come l’Unione Europa debba basarsi su un principio di cooperazione soprattutto dove dice:
SOLLECITI di rafforzare l’unità delle loro economie e di assicurarne lo sviluppo armonioso riducendo le disparità fra le differenti regioni e il ritardo di quelle meno favorite.
Fonda (in piena contraddizione con il trattato stesso) una Banca Centrale che può decidere serenamente di abbandonare a loro stessi i paesi meno fortunati che oltre che essere in difficoltà dovranno anche pagare interessi più salati sul loro debito pubblico.

Ecco allora che emerge in modo nitido e preciso la falsità di questa UE che forse sarà anche Europea ma che Unione non è affatto, perché basterebbe trasformare lo statuto della BCE per renderla prestatore di ultima istanza ed eliminare completamente le differenze fra i vari stati, in linea con il trattato firmato da tutti, che ci consentirebbe di dimenticarci completamente dello Spread.

Attenzione: non siamo impazziti! La proposta di Sovranità Italiana era, è e sempre sarà quella di ripristinare la nostra Sovranità Politica, Economica e Monetaria come previsto dall’Articolo 1 (immutabile per suo stesso concepimento) fino ad arrivare alla Moneta Sovrana: questo non cambierà mai.

Ma in attesa che questo avvenga, visto che servirà molto tempo, perché non agire con proposte veloci, efficaci e di rapida attuazione? Purtroppo per questo servirebbero politiche nazionali tese a farlo ma nel panorama politico proposte del genere non le vedo fare da nessuno e per questo la facciamo noi.

Davide Carlo Serra

Di Davide Serra

Presidente di Sovranità Italiana

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